1. Casanova, l'imprendibile. Non letto, è nella stessa irritante situazione di Sade: si crede di conoscerlo, e non se ne sa nulla; vittima del suo nome fattosi stereotipo. A leggerlo, come Sade, apre prospettive inedite, non smette di sorprendere e di intrattenere ("intrattenere" al modo di un conversatore che "brilla" della sua personalità e i cui discorsi ci "chiamano in causa", ci in-trattengono - non al modo di uno spettacolino che "diverte", distrae da ogni pensiero). E ovviamente, sempre come Sade, Casanova mostra la complessità, la mobilità di un momento storico cruciale dell'avventura moderna, anch'esso quantomai vittima del suo nome e ridotto a stereotipo: il Settecento.
2. Due libri tentano di "essere giusti" con Casanova, di restituirgli la grandezza che merita (non solo e non tanto come seduttore, ma come scrittore, pensatore - e soprattutto: scopritore e suggeritore di stili filosofici di vita): Elogio del libertino di Franco Cuomo (ed. Newton Compton) e Casanova l'admirable di Philippe Sollers (ed. Gallimard). Due libri che assumono volentieri veste di pamphlet, di polemica: Casanova, Modello di vita, contro la volgarità (anche e soprattutto "sessuale") contemporanea. Due libri che contengono intuizioni importanti... ma ai quali, dopotutto, Casanova sfugge. Casanova è imprendibile anche per i suoi apologeti: il suo respiro è troppo ampio, la sua libertà tale da non essere "funzionale" a nessuna apologia, a nessun discorso che procede per contrapposizioni rigide. Egli è davvero, assolutamente, integralmente libertino.
3. Che cos'è un libertino? Un libertino non è semplicemente un seduttore, o un libero pensatore, e nemmeno l'unione delle due cose in una sola persona. Il libertino è chi coltiva la propria libertà, nella direzione di una indipendenza nomade e variabile, variegata; un avventuriero (dell'esistenza, del pensiero, dell'erotismo etc): s'avventura, apre strade, esperimenta, si re-inventa, insegue quel che lo seduce, esplora i molti e non si lega mai definitivamente ad alcunchè, non si limita e non vuole sentirsi limitato. Per fare ciò, per mantenere questo lusso, il libertino deve scendere a patti con la società in cui vive; in pratica, si comporta come un "adolescente sociale", perchè come l'adolescente non ha un "posto" (nel triplice senso di residenza fissa, connotazione sociale fissa e lavoro fisso), è un jolly tra i gruppi, le classi, le categorie, attraversa diversi ambienti senza appartenere ad alcuno - e come l'adolescente ha un rapporto strutturalmente irresponsabile verso la società. Il libertino (adolescente dalla mente adulta, quindi avveduto e scaltro) si adatta strategicamente (cinicamente) alla società, cercando sempre di sfruttarla per i suoi scopi, i suoi piaceri, trattandola come una rete di potenziali occasioni per sé. Si sente contemporaneamente dentro e fuori di essa: è insomma un opportunista - e sovente, di conseguenza, un umorista.
4. Due esempi (davvero significativi) dell'imprendibilità libertina di Casanova, e dell'insufficienza a renderla nei due libri segnalati:
Il primo riguarda l'atteggiamento di Casanova verso i cosiddetti Lumi. Per Cuomo, Casanova è un anti-illuminista, ma moderno, in anticipo coi tempi, già romantico, già decadente, persino surrealista (il surrealismo "sentimentale" di Breton): in quanto alchimista, cabalista, filosofo cristiano eterodosso, Casanova sarebbe attento a quella dimensione del non-razionalizzabile che i razionalisti ignorano o negano. Per Sollers, all'opposto, Casanova è in sostanza un uomo dei Lumi che lotta contro la superstizione, e le sue affermazioni "religiose" sono tranquillamente traducibili in linguaggio (e in un atteggiamento) laico, volto a riconoscere (e a rapportarsi con) il caso e il desiderio, senza trascendenza alcuna.
Pro-illuminismo, anti-illuminismo: tutto ciò non interessava a Casanova, e non dovrebbe interessare nemmeno a noi, se vogliamo avvicinarlo. Il punto è che Casanova è libertino in materia di religione come in ogni cosa, e perciò adotta, a seconda della circostanza e dell'opportunità, differenti registri, dal fervore al disincanto. Ovviamente, questo comporta che, imprendibile, egli non possa prendere sul serio niente fino in fondo, sicchè i due opposti estremi della fede pura e del puro ateismo sono esclusi a priori: essi metterebbero fine al gioco, al mettersi in gioco nell'avventura del vivere che è un intrattenersi col divino come con l'umano. La religiosità di Casanova è religiosità del gioco. Se essa è socialmente opportunistico-umoristica, intimamente non è priva di una sua profondità. Il motto casanoviano sequere deum la sintetizza mirabilmente: bisogna "seguire il dio" (la Provvidenza, il Destino), ovvero abbandonarsi, affidarsi all'imponderabile che "decide" là dove noi non siamo in grado di decidere, lasciarsi andare ai suoi doni e ai suoi suggerimenti. Religiosità che, forse memore del binomio machiavelliano virtù-fortuna, sembra già prefigurare il pensiero batailleano della chance: al culmine della ricerca di libertà individuale, la coscienza estrema di essere sospeso, in un nulla denso di futuro, partecipe di un brulicante "gioco dei mondi" che spezza ogni pretesa di individualità chiusa.
5. Il secondo esempio, tocca un punto che non si può non toccare con Casanova: quello dell'eros. Stavolta, troviamo Cuomo e Sollers d'accordo. Entrambi si impegnano a difendere Casanova dall'"accusa" (formulata da una versione a dir poco grezza della psicoanalisi) di "omosessualità latente": l'inquietudine casanoviana del correre dietro a molte donne "dimostrerebbe" un non-riconoscimento di una natura omosessuale che è quindi la "verità repressa" di Casanova. Questa argomentazione è ridicola, e non meriterebbe alcuna attenzione... se non fosse che "il fronte cuomo-sollersiano", inbastendo la sua contro-offensiva, si dimostra altrettanto ridicolo, lasciandosi sfuggire l'occasione di dire qualcosa di fondamentale, qualcosa che affonderebbe ancora più lo piscologismo spicciolo dell'avversario...
Cuomo e Sollers negano (o meglio, minimizzano al massimo, perchè negare veramente non è possibile) le avventure erotiche "al maschile" di Casanova, quando sarebbe stato opportuno proprio evidenziarle: Casanova non è catalogabile come omosessuale, men che meno "represso" appunto perchè, tra le molte avventure con donne, se ne concede qualcuna con uomini, con una tranquillità che, evidentemente, "fa problema" sia allo psicologo che all'apologeta, perchè è "fuori dagli schemi". Si è di fronte a una effettiva differenza storico-antropologica: le categorie di eterosessualità, omosessualità (e bisessualità, in quanto derivata dalle prime due) non possono rendere conto di un modo di vivere l'eros che non si articola secondo identità (chiuse, che si approfondiscono nel loro campo escludendosi le une dalle altre) ma secondo preferenze (aperte, che si relazionano ad altro, si diversificano, ammettono eccezioni come giungono a precisazioni). Casanova appartiene a un mondo di gusti, non di -sessualità, mondo nel quale l'elemento singolare (personale ma anche: locale, dipendente dalla situazione, spesso occasionale) del gusto è coltivato, discusso - e pertanto anche messo in discussione. Casanova stesso discute continuamente dell'amore, delle donne, e spesso "si contrappone" a chi ha preferenze "maschili", ma non fa alcuna apologia o auto-difesa di una propria identità (e men che meno di una Norma). Casanova si trova al di qua dei discorsi "scientifici" sul sesso che verranno. I suoi discorsi sono interamente "umanistici", nel migliore senso del termine. In questo, forse, il libertinaggio è inevitabilmente, strettamente legato a un tempo, a una "mentalità".
6. Prendendo a prestito le riflessioni di Gilles Deleuze (nel libro Il freddo e il crudele, ed.ES) si può dire che, in Sade, l'Ironia Filosofica, nella sua Rivolta, nega tutto, fino ad approdare alla Dissoluzione Perpetua. Sade è il maestro dell'ironia glaciale (dagli esiti grotteschi). Leopold Von Sacher-Masoch, invece (che sta al "masochismo" come Sade sta al "sadismo") è umoristico: la sua scrittura non procede per negazione esplicita, ma per smontaggi dall'interno, per storpiature, per torsioni e vere e proprie perversioni. La sua Donna Dominatrice è la versione perversa (intrinsecamente umoristica) della Donna secondo la lunga storia cristiana della rappresentazione dell'amore per le donne: fonte del Male come Eva, irraggiungibile e "divina" come Beatrice. Masoch porta a compimento il romanticismo (tardivo e fosco erede dell'erotica cristiana) in una parodia di se stesso che lo trasforma in gioco erotico e letterario (e gioco di ruoli che si insinua nell'esistenza e la "corregge").
Casanova è un proto-Masoch. Devozione per la Donna che "sfrutta" liberamente il cristianesimo per legittimarsi, e che va di pari passo col libertinaggio e ha il suo precipitato nella scrittura "ossessiva" - devozione attraversata da un senso del gioco, del non esser mai serio fino in fondo. Devozione imprendibile, che vanifica la stessa distinzione tra "vero" e "falso". Il modo di amare (di dare forma all'amore) di Casanova, è questo. Rispetto a Masoch, si distingue per un connotato più decisamente picaresco, e per il suo atteggiamento "italiano", che oscilla tra cerimoniosità, irruenza e buffoneria. È un Masoch "di sangue caldo".
7. Sollers ha due grandi intuizioni su Casanova: è un maestro dell'evasione (non solo per la nota evasione dai Piombi di Venezia, ma per l'evadere come stile di vita, il viaggiare che è un protendersi oltre se stesso, fino alla scrittura della propria vita come evasione dalla solitudine e dalla vecchiaia); è l'anti-terrorista per eccellenza.
Il terrorista colpisce di preferenza luoghi di passaggio, di scambio, di transito, i cosiddetti non-luoghi (aereoporti, ambasciate, supermercati etc): sta dove sta il turista, è la sua Ombra, il suo Doppio Malvagio. Entrambi viaggiano su queste rotte programmate, l'uno convalidandole, l'altro spezzandole. Il libertino, invece, in quanto anti-terrorista, è anche anti-turista. Viaggia non per svagarsi, ma vive viaggiando, per lui il viaggio è "totale", significa avventure, incontri, cambi di rotta dell'intera esistenza. Il libertino vive su di sè l'ambiguità delle strade-radici (roots-routes): si radica viaggiando, vivifica e moltiplica le sue radici nei legami molteplici che "il dio" gli dona nel viaggio...
...Casanova: nato italiano (o meglio: veneziano, l'Italia non esisteva propriamente), scrisse in francese... e fu sepolto in tedesco, come "Jakob".